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sabato 29 settembre 2012

Haiku



Nascosto nel cespuglio
il Pk mi quadrella.
Sacco di merda.
- Croco l'ermetico


lunedì 7 maggio 2012

Okappa, Pikappa

O OK, PK se preferite la versione anglofona.

Prima che conoscessi il mondo del gioco di ruolo e la mia vita ne fosse rovinata con ripercussioni sul mio rendimento scolastico e le mie capacità sociali, la sigla PK stava per Paperinik, ovvero l'alter ego tosto di Paperino.
Sfortunatamente il GdR oltre ad avermi reso ripugnanti i rapier, i draghi e le vagine (metalliche) ha provveduto anche a distruggere la spontanea associazione mentale che facevo tra la sigla e uno degli eroi della mia infanzia.

Grazie, GdR.

Un grandissimo rompicoglioni, ecco chi è.

Pk è l'acronimo di Player Killer e spesso si scherza (in serate dall'altissimo contenuto umoristico) circa la ragione del nome, dato che può venire tradotto come Giocatore Assassino.
Passiamo alla definizione: il Pk è colui che muove il proprio pg dedicandosi alla sistematica uccisione di pg altrui senza un costrutto logico, facendo di questa pratica il perno del proprio gioco.
La principale differenza tra un DdS e un PK è che mentre il primo cerca in linea di massima di uccidere soltanto altri duellanti per fare vedere quanto è grosso, il secondo cerca di uccidere chiunque, privilegiando in ogni caso la kill facile.
Perciò eccolo fiondarsi in chat quando c'è uno scontro già in corso, oppure ancora attaccare pg privi di armi o, il modus operandi che preferisco, entrare in una chat con X stronzi che si fanno i fatti loro, rimanere lontano qualche decina di metri, scoccare una balestrata e fare l'uscita.

Scegliere una delle opzioni e ripetere ad libitum: ecco il Pk.

I più svegli di voi avranno già capito, dunque, perché si parla di Player killer e non di Character killer.
Il problema non è del pg che, capiscilo, è davvero un Evil Overlord e quindi è nella sua natura uccidere uccidere uccidere gente random* ma del player che non ha capito che il gdr by chat non è un deathmatch dove bisogna arrivare a un certo numero di frag ma un gioco interpretativo in cui, in buona misura, bisogna cooperare con gli altri giocatori - anche avversari -, per raggiungere l'obiettivo comune che è il divertimento dei partecipanti alla giocata.

Può sembrare retorica ma se a fine giocata - qualsiasi giocata -, le persone con cui avete interagito non si sono divertite (o voi non vi siete divertiti) qualcosa è andato storto.
Il Pk è espressione di un gioco fondamentalmente egoistico, nato dal bisogno di primeggiare in un contesto che non lo prevede.

Rapportarsi con un Pk non è facile: l'opzione migliore è non interagirci affatto, ma siccome di solito ti piombano in chat anche quando non lo vuoi, quasi sempre ci si è costretti.
Sfortuna vuole che il più delle volte l'avrà vinta lui, in tutti i sensi: da feriti/disarmati/sotto tiro di una balestra di cui non si è consapevoli c'è ben poco che si possa fare senza sforare nell'impossibile, ed è proprio questo che lascia insoddisfatti.
Ciò che disturba è che per amore della coerenza e del buon gioco si è costretti a subire l'angheria virtuale di qualcuno che pensa solo al proprio divertimento.

Si potrebbe obiettare che il Pk, giocandosi un pg così incentrato sull'azione si sottopone costantemente al rischio di rimanerci secco in corso d'opera. In teoria il discorso fila: con uno slancio di aggressività e un master fati presente e compiacente, l'indifesa dama che passeggia per il parco potrebbe riuscire a spaccare quella testa di cazzo d'un Pk con una pietra.
Ahimé, a una scena del genere devo ancora assistere.

Ciò a cui ho avuto ampio modo di assistere, invece, sono le fughe rocambolesche e adrenaliniche (è un modo carino per dire "da PP di merda") di certi Pk a cui è stato fatto il loro stesso giochino: sono lì che si vantano con la morosa di quante vittime ha mietuto la loro lama e improvvisamente - questi li giustifico, uno se le cerca -, un commando di sicari entra in chat con l'unico intento di scoparsi il loro cadavere (cit.) e allora via di uscite in mezza azione e polemiche sul buon gioco e le corrette motivazioni per attaccare briga.

Insomma, i Pk sono un male per qualsiasi land proprio come lo sono i DdS, i metagamer e i PP.
Per rendere la cosa più chiara, ecco una classifica dell'accettabilità, dal più accettabile al meno:

- Nabbi che ti impezzano (che li si perdona, perché sono nabbi).
- PP (quelli più innocenti, che sentono quello che sussurri da metri di distanza, quelli che notano tutto ecc.)
- Metagamer
- DdS
- Pk

Fate i vostri conti.

PROMESSA DI CROCO I: quando lascerò la land in cui gioco più o meno stabilmente a causa di uno scazzo che in linea di massima non manca mai, avrò più tempo libero. Forse persino mi annoierò.
Allora, per ingannare il tempo e togliermi lo sfizio, riunirò un gruppo di giocatori che come me ne hanno piene le palle dei Pk e inizieremo a girare per le land con il solo scopo di trovare il Pk locale e brutalizzarlo in gruppo. Così, a scheda vuota e senza motivazione on game. Una volta fatto, passeremo alla land successiva.
Ci chiameremo "I Bastardi".


Once upon a time, in a Pk occupied land...

E voi? Siete Pk? Li avete mai subiti? Volete arruolarvi subito nel commando del Tenente Croco Raine?
Ditecelo nei commenti.

*No, "il mio pg è uno psicopatico" non è una giustificazione. Ha rotto il cazzo questa storia.