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giovedì 25 ottobre 2012

sabato 24 dicembre 2011

Ranting Christmas

Rant natalizio dedicato a Min(chi)a.
Quest'oggi Croco affronterà una questione che gli sta molto a cuore, in buona parte perché sembra essere l'unico - o uno dei pochi -, a pensarla in questo modo. L'argomento è questo: i draghi.
I draghi sono un must per ogni land high-fantasy, complice forse il fatto che la letteratura fantasy di qualche anno fa fosse in gran parte incentrata su di loro.
Si pensi a Dragonlance o al più recente Eragon, il cui film ci propone una splendida rappresentazione del drago.
Quando voi vi giocate il vostro, sappiate che io lo immagino come Saphira, con la stessa voce della versione italiana.

Lo struggente rapporto tra drago e cavaliere. Avril Lavigne di sottofondo è perfetta.

Le gilde draconiche in linea di massima sono sempre due, una negativa e una positiva - perché come ho già detto nel post riguardante le gilde, l'originalità galoppa -, e in qualche raro caso abbiamo anche una gilda draconica neutrale, la quale passa il tempo a grattarsi il culo e a pontificare su come è bello l'equilibrio trallallero trallallà voi estremisti non avete capito niente della vita (come d'altronde fa un buon 70% delle gilde neutrali di ogni land).
Mi sento - pronto come un Savonarola ad accettare il rogo -, di affermare che i draghi non solo siano una rottura di palle, ma anche lesivi per il gioco.
Prendiamo per esempio le gilde di ExtremeLot: il pg entra in gilda col ruolo di ultimo degli stronzi e da quel momento sa dovrà aspettare almeno un anno prima di potere giocare il tanto ambito drago. Un anno da passare a giocarsi le seghe mentali del suo pg sulla maestà dei draghi, sulla loro insita potenza, a spalmarsi per terra e pisciarsi addosso quando uno dei draghi png mossi da un loro superiore gli rivolge parola.
La cosa paradossale è che nel complesso questo periodo di tempo è il più stimolante, perché quando vi viene assegnato il drago il vostro pg smette di esistere.
Ecco, come premio per l'impegno profuso e le gran leccate di culo, la possibilità di muovere: il vostro pg mezzo posseduto dallo spirito del drago con cui ha il legame empatico; il vostro drago in forma pseudo umana - ma comunque molto più fkssimo di un semplice umano -; il vostro drago in forma reale, tanto per scassare il cazzo a tutti i presenti in chat che, pur di essere coerenti, dovranno sgranare gli occhioni e sbrodolarsi in catartica ammirazione.
Però ora avete un drago. Vi è costato molto, ma finalmente avrete la vostra vendetta su quel demone pk che quando eravate folletto vi ha ucciso usandovi come sturacessi. Piomberete sulla dimora del suo clan scagliando loro addosso una tempesta di fuoco e morte, la vostra autostima di giocatore sarà riscattata!
Vi piacerebbe.
I draghi hanno limitazioni - più o meno ufficiali - molto restrittive. Ad esempio in campale possono solo affrontare altri draghi o ruggire tipo godzilla.
La ragione è molto semplice: i draghi sono sgravati.
O sei un magico/mistico di livello Uber o puoi tranquillamente scordarti di tirarli giù, anche in gruppo numeroso. E poi ricorda che fanno paura. E che sono enormi. E che sono saggi.
E che, per coerenza, nessuno potrebbe volere del male a delle creature così meravigliosamente meravigliose.
Su Abisso Oscuro la cosa è leggermente diversa (ricorda più Eragon), perché il drago viene assegnato già a un grado piuttosto basso sotto forma di uovo, che poi il personaggio deve accudire fino alla schiusa e seguirne la crescita progressiva. La presenza di metalli leggendari per le armi, unita alle dimensioni non da subito titaniche del drago danno qualche chance all'ardito combattente di misurarsi contro di loro.
Non so se anche loro sono soggetti a limitazioni nel giocarsi gli attacchi (immagino proprio di sì), ma è il mio augurio considerando il livello di coerenza e correttezza che possiedono in genere i giocatori scelti per i masterati più sensibili.




 San Croco e il drago. La mano in alto a destra è l'aiuto di Dio, senza il quale non puoi sperare di riuscire a batterlo.

Pur con queste motivazioni non riesco a giustificare il livello di repulsione che ho nei confronti delle gilde draconiche. Probabilmente è perché la figura del drago in sé, anche in letteratura, non mi affascina e la preferirò sempre nel ruolo del nemico.
D'altronde in famiglia ricordano tutti bene di quando venne regalato a un Croco infante il peluche di un drago e il suddetto obiettò che i veri dinosauri non avevano le ali.
 

E voi? Sono curioso di sentire perché vi piacciono tanto i draghi e cosa c'è di così bello a giocarseli.
Magari riuscite pure a convincermi.

Ps: se volete uccidere il drago, quadrellate il dragoniere.