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sabato 10 novembre 2012

Elogio dell'Incoerenza I - by Erasmo da Rocca

Genti di tutta la Fossa, udite! Il nuovo collaboratore osa finalmente spingere il suo naso oltre la superficie dello stagno per urlare alla melma i suoi nobili propositi: istruirci.

Frenate le pernacchie e i pomodori, lo farà con ironia e somma grazia, sdoganando un po' di falsi miti del player medio e (guarda un po'!) partendo dai presupposti del discorso di qualche post fa (leggasi cortesie per gli ospiti).
Ma dove vuole arrivare - vi chiederete -, il nostro Erasmo? Alla più semplice delle conclusioni: nel gioco, perchè sia tale, ci vuole flessibilità e un concetto nudo e crudo di coerenza diventa sterile se raffrontato con la  più accurata analisi storica.

Continuiamo a sputtanare personaggi storici.

Lascio il resto della presentazione all'unico, inimitabile - e un po' pedante <3 - Erasmo da Rocca.


p.s. Sì, se ci tenete potete fangirlare su Isabella ed Erasmo.
p.p.s. Babele, non siete stati dimenticati. Fateci un fischio.

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INCIPIT

Questa rubrica si rivolge principalmente a voi, stimati colleghi storici, laureati o laureandi, semplici appassionati e a tutti coloro che, invocando la Santa Coerenza, si dilettano nel gioco di ruolo. A voi, puristi dell’accuratezza storica, lancio questo guanto di sfida: provate a ruolarvi un pg seguendo pedissequamente e nel più minimo dettaglio gli elementi da me descritti.

La mia analisi della coerenza e dell’anacronismo riguarderanno esclusivamente le land fantasy classiche, evitando accuratamente quelle storiche (con elementi soprannaturali o meno) che richiedono una trattazione completamente diversa.

A questo punto sento in dovere di fare una piccola captatio benevolentiae: tutto quanto è scritto qui di seguito è il frutto di anni di studio della storia, fuori e dentro l’università, e pertanto è il più accurato e puntuale possibile. Tuttavia, come ogni prodotto umano, è soggetto ad errore, pertanto ogni precisazione, correzione o approfondimento sono le benvenute.

I LIBRO: Medioevo dove sei

La prima domanda che mi sorge spontanea è: che anno è? Generalmente le land fantasy classiche sono ambientate nel più classico “medioevo”. Gli admin più accurati possono anche fare una ulteriore distinzione tra “alto medioevo” (il più antico) e “basso medioevo” (il più recente). Ma il punto importante è “medioevo quando?”. Il medioevo viene tradizionalmente limitato da due eventi cruciali della storia occidentale (la sottolineatura non è casuale): la caduta dell’impero romano (16 gennaio 395 d.C.) e la scoperta dell’America (12 ottobre 1492). Con un rapido calcolo vi accorgerete anche voi che sono esattamente 1097 anni 7 mesi e 26 giorni. Per un rapido paragone provate a pensare le trasformazioni che sono avvenute tra l’anno 1000 ed il 2000... non male eh? Certo, più si va indietro nella storia, maggiore sarà la lentezza con cui si producono innovazioni tecnologiche e sociali, ma 1097 anni 7 mesi e 26 giorni restano 1097 anni 7 mesi e 26 giorni! All’inizio del medioevo si parlava latino e si incontravano ancora legioni romani scorrazzare qua e là per il mediterraneo (più o meno); alla fine del medioevo si combatteva in tercios muniti di archibugi e si parlava italiano, spagnolo, francese ecc. La morale dunque è: andateci piano con la parola “medioevo”.

Dopo tutto il sermone cronologico sopra snocciolato possiamo però arrivare ad una soluzione di comodo. Da una rapida analisi della struttura sociale, politica e tecnologica possiamo dire che la maggior parte delle land fantasy sia posizionabile nel periodo del tardo medioevo 1200-1400 (entità politiche ben definite, organizzazioni organicamente e gerarchicamente ben delineate, tecnologia avanzata). Benché molto spesso descritte come epoche buie seguite alla caduta di qualche grande impero precedente (ma che fantasia!) la sola presenza di nobili, gilde e mestieri diversificati rende il tutto molto ma molto più “moderno”. (nei veri secoli bui gli unici mestieri disponibili sono il contadino ed il barbaro).

Una volta capito più o meno di che anni stiamo parlando (e sono ancora un intervallo di due secoli!) non ci resta che dare uno sguardo veloce ad alcuni aspetti più comuni della vita nel “medioevo”:
Non viene mai posto in dubbio che, con l’avanzare dell’esperienza, aumenti anche il “grado” rivestito dal pg all’interno della società (penso ai titoli nobiliari che si ottengono su ExtremeLot, ad esempio). Tuttavia una delle caratteristiche centrali della società feudale è proprio l’assoluta staticità delle classi sociali. Poco importa che tu sia ricco o povero, colto o ignorante, se nasci tondo non muori quadrato. Possono esistere
(e sono la maggioranza) nobili poveri e ignoranti, e possono esistere popolani ricchi e colti (quelli che poi diventeranno i borghesi).

Un'altra questione raramente analizzata, se non in una e una sola declinazione, è la lingua: che lingua si parla nel medioevo? Ancora una volta bisogna domandarsi “quale medioevo”, ma escludendo il latino dell’alto medioevo (parlato fino al VIII secolo) tra il IX ed il XII (800-1100) si parla un volgare incomprensibile (esempi sono i placiti campani o le iscrizioni di San Clemente col famoso “fili dele pute!”). Come indicazione, dunque, buoni vocabolari di lingua medievale duecentesca da usare in gioco sono: la Comoedia dantesca, il Decameron di Boccaccio ed il Canzoniere di Petrarca, i quali, detto per inciso, danno tutti del TU! E qui crolla uno dei bastioni più saldi della coerenza on: l’uso del Voi. Il buon Dante, ad esempio, usa il Voi per rivolgersi a qualcuno solo in casi eccezionali (papi, famosi condottieri, patres patriae ecc.) altrimenti usa il tu persino quando parla con Beatrice! I personaggi del Decamerone danno del Voi solo a preti, superiori e donne sconosciute. Insomma, tra pari, parenti e conoscenti ci si da del TU.

Inoltre molte parole comunemente utilizzate possiedono versioni più corrette storicamente, da preferire se si desidera essere il più coerenti possibile: Madonna piuttosto che madamigella, lady e simili, cattivo invece di prigioniero, nemico (o meglio nemigo) invece di malvagio, lasso invece di dannazione e imprecazioni varie, e molte altre. Ora, a meno che sia previsto come prerequisito per giocare in una land fantasy una laurea in filologia romanza, credo che sia chiaro fin da subito che qua e là qualche concessione all’anacronismo la si debba fare. Ora, ve lo vedete voi Duribaldus, un eroico nano guerriero, entrare nella locanda motteggiando allegramente: “Salve bona çent, entendetelo! Fitança non avea niente per la malvisie femene”!

Altro elemento particolarmente caro ai giocatori di ruolo sono gli abiti: scordatevi lino, seta e cotone che, sebbene conosciuti e prodotti in Europa a partire dal XII secolo, erano preziosissimi, perché difficili da produrre o importati dall’oriente (Cina e Arabia). La maggior parte delle persone vestì per secoli con due soli materiali: lana e juta. Immaginatevi per un attimo delle elegantissime vampire secsi andarsene in giro vestite con un orrido maglioncino infeltrito di lana caprina dal colore marroncino sospetto. Prevedo il più repentino calo demografico di vampiri che il mondo ruolistico abbia mai visto. Stesso discorso vale per il cuoio, più comune ma non meno prezioso: pensate solamente che per produrlo si deve prima ammazzare una mucca... e una mucca viva può garantire la sopravvivenza di una intera famiglia per 15 anni!

Quanto scritto finora è stato solo un veloce sguardo su quel mondo sommerso abitato dal temibile homo coerentis (che poi tanto coerentis non è). Nelle prossime edizioni continuerò ad approfondire i tantissimi aspetti ancora inesplorati della “Storia by chat”, per ora invito i tuffatori più incuriositi a commentare e a portare le loro personali esperienze e considerazioni.