Ancora una volta, vi rimando a quel capitolo del Principatibus in cui sconsiglio la gestione congiunta di qualsiasi cosa con la vostra fidanzata.
Insomma, si parla di nani. Quelli high-fantasy, nella loro forma più pura, strappati direttamente dalle pagine di Tolkien. Bassi, con la barba lunga fino ai piedi e una bipenne alta quanto loro.
Piccoli carri armati sempre dietro a bere birra e a ridere in maniera tonante, quelli che infamano gli elfi perché dai, sono elfi, e che sono seri quando dicono "donna baffuta sempre piaciuta".
Chi scrive non ha mai mosso un nano (shame on me), ma li ha sempre apprezzati da lontano, con un misto di stupore e ammirazione. E che non gli ha quasi mai chiesto di giocare perché no, cazzo, sono troppo belli per scendere al mio livello.
Chi scrive, però, si è ripromesso di crearne uno appena possibile e costringere Drilla a fare la stessa cosa e giocarci la coppia più epica di sempre.
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| Spaccheremmo davvero di brutto. |
Prima di tutto, creando un personaggio alto un metro e quaranta si esce da quello schema mentale - molte volte involontario -, del "il mio pg è un figone, farà solo cose da figone". Giocandosi personaggi particolarmente belli ed eroici (sia buoni che cattivi) ci si affeziona. Anzi, oserò dire di più: in vari casi si effettua una sorta di transfert nei loro confronti. Ovvero, si vuole così bene al proprio personaggio e ci si immedesima tanto in lui da non poter sopportare gli succeda qualcosa di male (morte o umiliazione del caso, come spesso capita giocando di ruolo).
Per tutti voi che già levate gli scudi e urlate pieni di sdegno "NO, IO NO" sappiate che è un qualcosa di comprensibile e anche, se vogliamo, scusabile.
Prendete un libro a caso che vi sia piaciuto. Prendete, all'interno di quel libro, il vostro personaggio preferito. Esiste una sorta di "legame", no?
Ecco, ora immaginate (o ricordate, se c'è nel libro) una scena in cui il personaggio è seriamente in pericolo di vita: tanto più vi siete affezionati, tanto più vorrete che si salvi arrivando addirittura, talvolta, a sopportare una botta di culo ad hoc infilata lì dall'autore.
Ma, accidenti a me, sto divagando. Magari approfondirò questo argomento poi, in un post specifico.
Il nano esce dallo schema perché, in fondo, c'è sempre un elemento goliardico nel giocare un chiassoso bevibirra: c'è quindi buona probabilità che il personaggio, oltre a essere divertente da giocare, sia divertente anche da leggere e da interagirci. Per forza di cose un carattere naturalmente espansivo, o comunque una personalità che si "imponga" sulla scena vivacizza la giocata, fornendo spunti fin dalle prime azioni.
Però la vera forza di una razza così caratterizzata e dal bg talmente possente è, così come per gli elfi, il gioco di gruppo. Un umano, un mezzelfo o un vampiro possono tranquillamente giocarsi i solitari, privi di rapporti particolari con i propri consimili, ma un nano sarà due volte più tamarro* se si giocherà il bg razziale tramite la collaborazione con altri nani. Sarà che trovo gli idiomi razziali estremamente intriganti, sarà che tre nani corazzati in carica ti ribaltano il mondo, ma ogni volta che anche solo adocchio una giocata di clan nanico mi entusiasmo.
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| BARUK KHAZAD! KHAZAD AI-MENU! |
Anzi, lancio questa proposta un po' per scherzo un po' selofatedavveroviameròtantissimo: createvi un nano su Lot e scrivete nei commenti il suo nome.
Se siamo un certo numero, ci becchiamo una sera in rocca per fare una giocata estemporanea random a base di rutti, asce e elfimmerda.
*qui ha una accezione positiva.

