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venerdì 10 febbraio 2012

Odi et Amo - Accademia dei Ruoli

Avevo in mente di scrivere un post del genere da qualche tempo, ma la discussione nata nei commenti dell'ultimo scritto di Drilla (no, non quella sul game developing per il quale Dakruon verrà fustigato a sangue) mi ha fornito lo spunto perfetto.

Quest'oggi parliamo dell'Accademia dei Ruoli di Extremelot.
L'AdR è una gilda di Lot il cui scopo consiste principalmente nel fornire consigli e impartire lezioni ai giocatori circa la corretta stesura delle azioni.
In parole povere, l'AdR insegna il corretto stile di gioco.
Senza addentrarmi più di tanto in quale sia il corretto stile di gioco, si può dire che l'AdR tracci uno standard impostato sulla pulizia dell'azione, intesa come priva di tutto ciò che è inutile all'interazione con gli altri giocatori.
Il corretto giocatore descrive soltanto quello che è direttamente percepibile sul piano sensoriale dai personaggi con i quali interagisce: il colore e la foggia della camicia, il movimento eseguito nello sferrare il pugno, non chi gli ha regalato quella particolare camicia o perché ha sferrato il pugno.
Il principio è che tutto quello che non è coerentemente percepibile on game dall'interlocutore è inutile ai fini del gioco, poiché non offre alcuno spunto di interazione.
Questo ci porta a tagliare con una (molto soddisfacente, a mio avviso) mannaia tutti i pensieri o considerazioni personali del personaggio che se da un lato - usati in maniera intelligente -, possono risultare piacevoli, dall'altro molto più spesso appesantiscono e basta.

Il titolo del post deriva dal rapporto che esiste tra me e lo standard dell'accademia.
Non vi nascondo che fino a un annetto fa odiavo sinceramente questa impostazione, trovando addirittura supponente da parte di qualcuno ergersi a maestro di gioco di ruolo e venire a insegnare a me (a me!) come si muove un pg.
Oltre a questo, trovavo una azione che si soffermasse soltanto all'esteriorità della situazione poco bella, povera e insipida.
Fanculo accademico, non disturbarmi e lasciami finire il monologo interiore tra le due personalità del mio personaggio!

Attualmente la mia considerazione è cambiata: avendo visto gli eccessi di un gioco sregolato ed essendomi io stesso avvicinato al suddetto standard ho cominciato ad apprezzarlo e l'ho poi fatto mio.
A mio avviso non si può dire che una azione scritta seguendo le regole dell'AdR sia più povera di una nella quale il pensiero in azione è concesso: non ci si ferma neppure soltanto ai meri movimenti del personaggio, giacché i pensieri e gli stati emotivi possono essere comunicati - proprio come avviene nella realtà -, dalla gestualità e dalle parole.
Un altro grande pregio è che, sfruttando questa impostazione, la giocata deve per forza di cose essere dinamica e, per questo, più appassionante. Il parlato assume un ruolo fondamentale e scongiura la possibilità di una interpretazione contemplativa e autoreferenziale.

Nonostante questo, non amo del tutto lo stile dell'accademia, poiché spesso capita che arrivi a cadere nell'eccesso. Ovvero, che una frase come "alza la mano per attirare l'attenzione" venga corretta perché chi guarda il Pg X non può sapere il motivo percui ha alzato la mano.

Il mio giudizio sull'Accademia tuttavia propende decisamente per il positivo. L'accoppiata Accademia dei Ruoli+Accademia delle Razze era un faro contro il metagame, le scorrettezze e le oscenità razziali.
Ovviamente, grazie alla gestione illuminata di gente che non gioca di ruolo da 9 anni a questa parte, l'Accademia delle Razze è stata eliminata e l'AdR in buona parte ridimensionata dalla divisione giocatore base/avanzato.

Parlando dei corsi che l'accademia tiene posso affermare che essi sono molto più che noiose lezioni teoriche e si concludono con una quest atta a mettere alla prova quello che si è imparato.
E per quest intendo una quest vera, d'azione e divertente: non una quest con qualche fatina del cazzo che ti spruzza polvere colorata sul tuo pg. Che tu dici: ok, mi hai spruzzato la polvere colorata, però adesso io sfodero e ti faccio a pezzi png di merda E INVECE IL FATO LE SALVA SEMPRE.

Riprendendo a scrivere questo post dopo la mia dose serale di psicofarmaci, tengo a sottolineare un fatto che trovo curioso. Un approccio simile a quello descritto fino ad ora è a dir poco impossibile da applicare nella maggioranza di land moderne dove invece la buona azione è quella molto introspettiva e narrativa.

E voi? Mai seguito un corso dell'accademia? Ne apprezzate il lavoro o pensate tarpi la vostra vena artistica? Non pensate che i fati che masterano buffe creature che fanno scherzetti debbano essere messi tutti al gabbio?