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giovedì 29 dicembre 2011

Divinità fantasy

Permettetemi un excursus - ultimamente ne faccio vari, non me ne vogliate -, per ringraziare Blancks a nome mio e di Croco per aver saputo sopportare la nostra miserrima cultura informatica e averci guidati gentilissimamente, con tanto di istruzioni passo passo, verso la vittoria: habemus tabellam lateralem!
Gli Dei lo abbiano in gloria.

E proprio a proposito di Dei, eccoci all'argomento del giorno: il gioco religioso nelle land fantasy.
Mi focalizzo sulle realtà fantasy perchè sono le uniche nelle quali le divinità intercedono spesso e volentieri nelle vite dei comuni mortali, palesandosi, incapricciandosi e aiutando il tizio di turno.
Come qualcuno ha brillantemente detto "partono sempre da un cattivone, un buono e una strappona neutrale che elogia l'equilibrio". Poi possono esserci divinità accessorie che si focalizzano in ambiti specifici: un must è il dio della morte, ho visto qualche divinità marina e così via verso i particolarismi delle land.

Appurato che ce ne stanno tanti e che - anche solo attraverso i mistici - intervengono spesso nella vita dei pg, posso con assoluta chiarezza dichiarare che a meno che tu non viva nella grotta più sperduta della più impervia catena montuosa (e non è neanche detto) non puoi dichiararti ateo.
E' proprio un errore di interpretazione, a meno che tu non ti giochi un pg che è fuori dalle cose del mondo come un balcone.
Le land fantasy sono quasi tutte high magic e questo vuol dire che quando ci sono gilde mistiche in azione (ma per un pg profano che non sa differenza tra magico e mistico anche un semplice incantesimo potrebbe essere manifestazione divina) non c'è scampo: la divinità la vedi e la tocchi.
Stesso discorso che per l'ateismo, quindi, vale per l'agnosticismo. Non puoi dire di non sapere o di non voler sapere: se il dio delle pizzette ha tirato su come lazzaro tuo cugino Gervaso che era morto di dissenteria sotto i tuoi occhi, c'è poco da fare.

Appurato che le divinità ci sono e che tutti devono accettarne l'esistenza, passiamo al secondo punto di questa raffinatissima analisi.
Puoi anche essere Concetta, la devota accolita della dea Clarabella, portatrice di amore e gioia, ma questo non vuol dire che tu - essendo devota a quella - non creda negli altri. Ci sarà sempre - e dico sempre - il malefico Romualdo, signore del vomito e della paura, che impazza nei cieli del mitico pantheon e che non puoi ignorare.

L'esempio che mi sovviene è sempre quello dell'antica grecia. C'erano un sacco di divinità ed ognuno poteva prediligerne una in particolare. Faccio il guerriero? Credo che mi consacrerò ad Ares. Ma questo non vuol dire che sputo sopra Atena, Zeus o quel puttanone di Afrodite.
Per quale motivo, insomma, l'impostazione non è mai reverente verso il "dio della fazione avversa"?
Ma Drilla - mi direte -, è ovvio! Ognuno pensa che le manifestazioni divine siano quelle del proprio dio e pensa che gli altri le interpretino in modo sbagliato.

Mi sono svegliato con la mutanda sgommata.
1) Ma certo! Clarabella voleva avvisarmi che mi verrà la diarrea e non posso andare a quel concilio ufficiale o avrei fatto una pessima figura.
2) Assolutamente ovvio: Romualdo mi ha punito perchè ieri non gli ho sacrificato un capretto.
3) La magnifica e unica Rosmunda, signora dell'equità, voleva ricordarmi di cambiarmi l'intimo.

Ebbene, miei piccoli e croccanti tuffatori, sono fiera del vostro ragionamento, ma tengo a precisare che a volte le divinità si palesano con un'identità ben precisa: non c'è quindi l'ambiguità del fenomeno che può lasciarmi un margine di interpretazione, come nel caso sopra citato. Spesso, infatti, la suddetta sgommata porta la firma del dio che l'ha manifestata e quindi il credente del culto opposto non può rifiutarsi quantomeno di accettare l'esistenza di questo.

Accettare e non venerare, mi sta benissimo. Mettiamo caso che le due divinità siano in guerra tra loro, le schiere dei seguaci si combattono come è ovvio,
Ma sono comunque dell'idea che vivendo in una realtà in cui tutte le divinità sono presenti e palesi, un povero cristo non ha motivo di insultare deliberatamente o odiare un essere sovrannaturale che potrebbe schiacciarlo con una puzzetta se solo gli girasse.

Ed infatti, se proprio vogliamo filosofeggiare, l'intercessione degli Dei è un terreno molto scivoloso per qualsiasi magister fati rispettabile.
Devono insomma stare attenti a farne una figura presente e attiva ma equamente bilanciata con il ruolo che ricopre.
Morale della favola? Se io facessi il magister fati in una land con un pantheon consolidato avrei una paura fottuta.

E voi cosa ne pensate? Avete mai affrontato il mistico? In quali land? Giocate la religione? Credete in Cristo salvatore?

Potrei rimuginare ancora con voi delle mie teorie interventiste, anche sulla base di filosofie seicentesche veramente calzanti, ma poi Croco mi tira una sediata in testa perchè ho come il sentore che tra i due la più nerd sono io.
Visto che comunque adoro le pippe mentali, vi prometto un post dedicato alle resurgo in cui ci saranno altrettante pippe mentali.

Andate in pace.